lunedì 26 gennaio 2015

Canderli con Pane di Zucca e con Formaggio Piave, dedicati ad Aldo Gorfer






Il canderlo. La prima volta è stato lassù. Sulle cime più alte, innevate e luccicanti come mille diamanti al sole
Lì per la prima volta ho percepito lo straordinario silenzio. Ho sentito il vento soffiare nel ghiaccio e il suono di mille campanellini.
Ho visto il sole accecante, riflesso dai mille diamanti e la roccia nuda e fredda...


Sono passati anni da quella prima volta e di canederli ne ho mangiati tanti, in tutte le salse e brodi.
Ma la domanda è sempre stata: come fanno a farli così tondi?  Il mio amico Christian, mi racconta la barzelletta di come si prende il canederlo e lo si arrotola ben bene sotto l'ascella in modo da conferire la perfetta rotondità!!!
Un giorno Karin mi ha portato a fare un giro sulle montagne, dai suoi parenti in Val Venosta. Abbiamo preso la piccola teleferica che ci ha portato al maso di suo zio, unico modo (a parte arrampicarsi lungo il sentiero ripidissimo) per raggiungerlo, fino a quando hanno costruito una moderna strada.
Sono entrata nel maso e mi si è aperto un mondo nuovo, sconosciuto, misterioso.





I miei canederli li dedico allo scrittore Aldo Gorfer, autore di un libro che mi ha molto colpito: Gli Eredi della Solitudine*. Un libro sofferto, crudo e grigio,ma bellissimo, che mi ha portato indietro di molti anni, quando la tecnologia non era ancora parte integrante della nostra società moderna e si mangiava quello che c'era...

* Nel 1973 usciva il libro di Aldo Gorfer “Gli eredi della solitudine” dedicato ai contadini di montagna delle valli più isolate ed impervie del Sudtirolo con le splendide fotografie di Flavio Faganello. Nessuno prima di allora aveva mai raccontato la storia segreta di chi abitava la montagna nei suoi risvolti meno amabili.
 Una ricerca di quel che è rimasto dell’antica solitudine fissata trent’anni fa nelle foto di Flavio Faganello e nello struggente racconto di Aldo Gorfer, lo scrittore che forse maggiormente ha contribuito a dischiudere ai lettori di lingua italiana e agli stessi sudtirolesi il mondo nascosto dell’antica civiltà del maso, un microcosmo economico autosufficiente, fondamento dell’unicità di una cultura sopravvissuta nei secoli a guerre, invasioni e tentativi di deculturazione. (Tratto da studio esseci)


Brodo Vegetale di Scarti al Cumino
1 lt e mezzo di acqua
Buccia di 3 carote medie
parte esterna di una cipolla bionda
1 costa di sedano con le foglie
3 pomodorini maturi
parte esterna (quelli scartati) e ciuffi di un finocchio
1 cucchiaino di sale grosso
1 cucchiaino di semi di cumino
Mettere tutti gli ingredienti in una pentola, coprire e portare a bollore. Cuocere per circa 1 ora
Filtrare le verdure e semi e tenere il brodo da parte.


Canderli con Pane di Zucca e con Formaggio Piave
200 g di pane raffermo di zucca (il mio), a dadini molto piccoli
100 g di pane raffermo di tipo toscano, a dadini molto piccoli
200 ml di latte, a temperatura ambiente
2 uova, a temperatura ambiente
200 g di formaggio Piave, a dadini molto piccoli
1 o 2 cucchiaio di farina
1 cucchiaino di sale

Versare il pane in una ciotola capiente.


In un'altra ciotola, versare il latte e aggiungere le uova e sbattere leggermente per rendere il tutto omogeneo. Versare il composto sul pane, mescolare e lasciare riposare, mescolando ogni tanto per almeno 40 minuti (il mio pane era piuttosto compatto).




Se fosse ancora poco omogeneo, frullare con il mixer per 20 secondi per amalgamare l'impasto
Versare il formaggio, la farina e il sale nel composto con il pane e mescolare.
Impastare con le mani, compattando gli ingredienti.
Formare con le mani inumidite, delle piccole palline (tipo ping pong) e

Scaldare il brodo e immergere i canderli quando sobbolle leggermente.
Cuocere circa 5 minuti.
Servire con il brodo



.

Per la preparazione e cottura dei canderli, ho seguito le indicazioni della vincitrice della sfida dell'MTChallenge Monica del blog One Pan Cake in a Million








16 commenti:

  1. Una meraviglia il racconto della montagna, il libro che citi e la ricetta. Ho letto e mi è venuta voglia di provarla e assaporare la montagna...
    V.

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    1. Se li mangi e chiudi gli occhi, quasi vedi le cime innevate!

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  2. Che romantici i tuoi canederli, Isabel!!!! Buonissimi con il pane alla zucca! Un bascione!!!

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  3. Li mangerei questi canederli, davanti al fuoco di un camino di una baita in montagna, ma così, in vacanza. La vita del montanaro non fa per me, troppo solitaria :)))))))

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    1. La vita del montanaro è durissima, ma almeno quello che mangiavano era veramente genuino. Andare in vacanza in montagna è bellissimo

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  4. Che buoni.. Con il pan di zucca che porta quel gusto in più!
    Brava, mi piacciono un sacchissimo! ;)

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  5. Che bontà il pane di zucca, lo adoro!
    Ottima idea abbinarlo al canederlo classico ai formaggi, chissà che profumo emanano. E poi il brodo fatto con gli scarti mi piace, ha quel principio di riciclo intrinseco che perseguo anche io quando preparo quello granulare.
    Immagino che il cumino sia il classico, non il carvi, dagli aromi molto diversi.
    Grazie per questa tua ricetta e per avergli dedicato quei bei ricordi.
    PS: il bello dei canederli è il loro essere compatti senza essere omogenei, non frullare il pane!

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    1. Ciao Monica! Grazie per la sfida. Devo dire che sono stata indecisa fino all'ultimo e alla fine ho optato per il pane di zucca che avevo fatto qualche giorno prima.
      Ho dovuto frullarli leggermente, altrimenti non mi venivano canederli, ma brutti ma buoni :)
      Grazie ancora perchè mi sono divertita in queste ultime settimane a ideare un piatto diverso da quello che mangio solitamente in montagna, che sia nel maso di Karin o sull' Altopiano di Asiago :)

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  6. Bellissimi! L'idea del pandizucca mi ha conquistata!

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    1. Provali! Il pane di zucca li rende davvero speciali

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  7. Semplicemente buoni!!! fantastica l'idea del pane di zucca e l'abbinamento con il formaggio è proprio suo. Ottimo il brodo anche!
    Complimenti!

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    1. Ciao Cristina! Grazie mille! Li abbiamo mangiati di gusto anche nella loro assoluta semplicità. Li rifarò ancora, ma forse con una salsina :)

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  8. Eccomi qui di ritorno Isabel, speriamo che questa volta la pubblicazione del messaggio funzioni! Volevo ringraziarti per la visita al mio blog e rinnovarti i complimenti per il tuo. Questa ricetta in particolare mi ingolosisce molto e voglio assolutamente provarla prima che passi la stagione. Tornerò presto a curiosare tra le tue ricette per trarre ispirazione. Grazie ancora e a presto! :)

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