venerdì 22 novembre 2013

L'Arrotino Leone - Ravioli di Castagne e Farro ripieni di Ricotta e Pecorino spadellati con Cime di Rapa




L'arrotino Leone pedalava in cima alla sua fida bicicletta, trainandosi dietro il carretto con il marchingegno che usava per rifare il filo alle lame dei coltelli, falci e forbici.
Non urlava il classico "Donne! E' arrivato l'arrotino!", ma aspettava i clienti nelle piazze dove si svolgevano i mercati: in valle e in montagna.
Si era trasferito dal paesino ai piedi della Pietra di Bismantova alla valle del Serchio e lì è rimasto.


La moglie si adattò bene alla nuova vita: avevano una stalla e un orto. Le figlie davano una mano nelle faccende di tutti i giorni e facevano la ricotta, il formaggio, la pasta tirata a mano, la polenta e tante altre cosine buone che ora sono solo un lontano ricordo.

Poi arrivò la guerra e il cibo cominciò ad essere sempre meno abbondante, a scarseggiare e ci doveva accontentare della sola polenta strofinando la forchetta ben bene sopra un' aringa affumicata, pane e cipolla e le castagne.
E meno male che c'erano le castagne, altrimenti non si mangiava!

A guerra finita quasi tutte le figlie, una per una, si sposarono e andarono lontano lontano, in cerca di una vita migliore: America, Australia e Canada, lasciando i genitori e qualche sorella che non voleva sradicarsi dalla propria terra.

La casa di Leone è ancora lì, nel paesino che d'inverno vede raramente il sole e che in autunno e primavera è sommerso dalla pioggia.
Di notte, d'estate, si sente solo il fiume che scorre.


Questa ricettta è un piccolo omaggio a queste persone e alla terra che le ha accolte all'inizio del secolo scorso.
Ho immaginato le giovani figlie di Leone mentre preparavano questi ravioli ripieni, sul tavolaccio di cucina, davanti ad un bel fuoco scoppiettante.
Ecco arrivare l'Elide con un paniere con dentro la ricotta fresca.
Mamma Mariangela sta tirando la pasta con il mattarello, mentre la Pierina e la Gina preparano il ripieno.
La Marina seleziona le foglie di cima di rapa e la Vige pela l'aglio.
La Francesca, con lo strofinaccio e la scopa in mano, controlla che tutto rimanga pulito.
L'Anselmo? Lui se ne sta rannicchito sulla seggiolina di paglia davanti a camino, a leggere un libro....




Ravioli di castagne e farro ripieni di ricotta e pecorino spadellati con cime di rapa
Ingredienti per 6-8 persone
Per la pasta
100 g farina di farro
100 g farina di castagne
2 uova fresche
1 pizzico di sale

Per il ripieno
250 g ricotta fresca
1 uovo
150 g  Pecorino stagionato, grattugiato
200 g fagioli piattini, lessati e frullati/passati a purea
1 pizzico di sale
Pepe macinato fresco

Per il condimento
500 g cime di rapa
1 spicchio aglio
Olio evo
1 pizzico di sale


In una ciotola amalgamare le 2 farine con una frusta, poi aggiungere un pizzico di sale,  le uova e impastare fino a quando si ottiene un composto liscio e omogeneo. Formare una palla, avvolgere nella pellicola alimentare e far riposare 30 minuti.


Nel frattempo, preparare il ripieno. Unire tutti gli ingredienti in una ciotola e amalgamare bene.

Preparare una spianatoia o alcuni vassoi di cartone ricoperti con un canovaccio o carta da forno e spolverizzare un pò di farina di farro.

Tagliare la pasta in 4 pezzi: prendere un pezzo (riavvolgere gli altri nella pellicola altrimenti la pasta di secca) e appiattirla con le mani per farla passare nella macchina per la pasta.
Tirare la pasta sottile (ma non troppo altrimenti si rompe) fino a ottenere delle lunghe strisce (tagliare a metà se fossero troppo lunghe).
Usando 2 cucchiaini, prendere un pò di ripieno (grande come una nocciola grossa) e disporlo sulla sfoglia a poca distanza l'uno dall'altro.
Piegare la sfoglia a metà sopra le palline di ripieno e chiudere i bordi pressando con le dita. Tagliare con la rotellina ed eliminare l'eccesso di pasta intorno.
Man mano che i ravioli sono pronti, metterli su un vassoio infarinato (farina di farro) e scuotere in modo da leggermente ricoprire i ravioli e togliere la farina in eccesso.


Disporre i ravioli infarinati su di una spianatoia o vassoio infarinato (farina di farro)


Cuocere le cime di rapa in abbondante acqua bollente e scolare. Strizzare con le mani l'acqua in eccesso e tritare grossolanamente.

Prepare il condimento. Versare un pochino d'olio in una padella grande e rosolare l'aglio a fiamma molto bassa, fino a quando è dorato.
Aggiungere le cime di rapa e saltare qualche minuto.


Portare a bollore una pentola di acqua e salare. Versare i ravioli e cuocerli per circa10 minuti.
Scolare e versare nella padella con le cime di rapa e fare saltare qualche minuto.

Impiattare, grattare sopra un pò di pecorino stagionato e servire caldi

Variante B
Volendo, si può omettere il condimento con le cime di rapa e condire i ravioli semplicemente con un filo d'olio e pecorino grattugiato





Con questa ricetta partecipo al MTChallenge di Novembre la cui edizione, la n.33, è stata vinta dalla mitica Mrs. Pici and Chestnuts















18 commenti:

  1. mamma quanti sapori nel piatto...spettacolare!
    bacione

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  2. mm che meraviglia questii ravioli, isabel...adoro le castagne!!!

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  3. i ravioli!!!!! passione mai sopita.
    e poi il tuo post... un piacere leggere le tue parole, ed io che posso solo immaginare il sapore di questi tortelli mi pento di non aver messo la regola: se vuoi essere in gara la giudichessa n. 2 deve assaggiare! : )))
    quei fagioli passati mi hanno lasciata di stucco....... sei una grande, grandissima!!!

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  4. Tesoro, purtroppo la tua meravigliosa ricetta, non è gluten free perché il farro contiene glutine :(
    Peccato veramente mi avrebbe fatto un sacco di piacere poter inserire cotanta meraviglia nella nostra raccolta :(

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    1. Sorry! Tolto subitissimo! Grazie mille :)

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  5. farro castange ricotta pecorino fagioli e cime di rapa.
    di là da me ti chiedevo se fossi toscana. direi proprio di sì, a giudicare dal paradigma gastronomico che metti insieme.
    bellissimo piatto, mi torna tutto alla grande, e li mangerei volentieri anche adesso!
    grazie della visita!

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  6. p.s. ho visto il commento di stefania. sì, il farro contiene glutine, come il kamut, che sono tutti grani, di fatto. in pochi lo sanno, e infatti capita spesso che mi chiedano "ma come?!?! il farro/il kamut non lo puoi mangiare? e io che credevo..."
    mentre il grano saraceno, malgrado il nome, è gluten free.
    infatti avevo pensato di fare delle tagliatelle con farina di castagne, e non potendo metterci il farro, che prima di scoprirmi celiaca adoravo, ci avrei messo proprio la farina di grano saraceno.

    comunque grazie lo stesso! apprezziamo le buone intenzioni...

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  7. quante donne in cucina! e tutte ottime cuoche a vedere il risultato! :-)

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  8. questi ravioli sono super !!!! complimenti...

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  9. Bravissima.....bellissimo post. Ottimi questi ravioli ....
    Buon fine settimana
    Claudette

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  10. Un piatto rustico, di tempi antichi ma ricco di sapori e tradizione. uno spettacolo!

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  11. Isabal a parte la golosità dei ravioli, gli ingredienti utilizzati, il passato di fagioli come ripieno, la sfoglia di castagne e la bravura nel realizzarli... hai scritto un bellissimo post... una storia toccate e una splendida dedica che meritava di essere letta dal primo all'ultimo rigo... ti faccio i miei complimenti e un in bocca al lupo:**

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  12. I love to read about these stories :-) once upon a time, lovely people and warm memories.
    And these raviolis are so warming as well! I must confess that I did wanted to try and make them but did not know how to manage quantities.. Thanks to you I Will soon try them out.

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  13. E' proprio il piatto di una domenica autunnale! Che bontà!!

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  14. Isabel, le sorprendenti coincidenze aumentano!! Credo di conoscere i posti che descrivi, ho passato piu' di un'estate a Cavola, dalla mia amica Bice. La Pietra di Bismantova, con le sue pareti a picco che la fanno assomigliare ai resti di un'antica fortezza, si trova solo a pochi kilometri, da li' ed erano anni che non ci pensavo piu'....Bellissimo il racconto, sai quanto adori le storie che raccontano il passato contadino del nostro paese, splendida la ricetta, buona come tutte le cose semplici e fatte con amore....

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  15. Questi ravioli sono la fine del mondo, e la storia è dolcissima e commovente!!!

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  16. anch'io conosco i posti che hai citato: da bambina, andavo in campagna nell'Appennino emiliano e la Pietra di bismantova era una sosta obbligata, ogni volta. Solo che ero troppo piccola per apprezzare certi piatti e temo di essermi persa troppe cose buone. le recupero in questa sfida, a cominciare da questi ravioli che sono una vera poesia. Pensati, pertinenti, ricchi pur essendo poveri, sono il classico piatto della festa capace di restituire il sorriso a chiunque, iniziando da me. complimenti e grazie!

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